Lettera aperta alla Sindaca Maria Barbara Pusceddu

Cara Barbara,

ti scrivo facendomi portavoce di tante voci: quelle degli insegnanti, dei collaboratori scolastici, dei genitori e anche dei tuoi stessi vicini e concittadini, che ogni giorno frequentano e vivono – o almeno cercano di farlo con dignità – il plesso scolastico di Sant’Isidoro.

Parlo di quella scuola che oggi ospita i bambini della primaria, ma anche le classi della secondaria di primo grado di via Caravaggio, in attesa che vengano finalmente conclusi i lavori della nuova sede.

Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, io e Saverio Melis ci siamo recati di persona sul posto. Purtroppo, ciò che abbiamo visto non solo conferma quanto ci è stato raccontato, ma ferisce profondamente. Ferisce gli occhi e, ancora di più, il senso civico.

Pilastri della recinzione pericolanti, muri che si sgretolano, tubi metallici non messi in sicurezza, erbacce ovunque. Un uliveto trasformato in un luogo di incuria, soffocato dal degrado. Uno spazio che avrebbe potuto essere un’oasi verde per i bambini e i ragazzi, ridotto invece a uno scenario desolante.

E allora ci si chiede: com’è possibile?

Com’è possibile parlare di “educazione ambientale” se proprio nei luoghi dell’educazione lasciamo che regni l’abbandono? Com’è possibile annunciare piani per il verde, se non riusciamo nemmeno a garantire la manutenzione minima attorno a una scuola frequentata ogni giorno da centinaia di alunni?

L’hai scritto tu, il 26 marzo di quest’anno, dopo quasi un anno di lavoro con la nuova giunta: 

“Pianificare gli spazi verdi significa investire nel benessere collettivo, nella sostenibilità e nella qualità della vita delle future generazioni. Tutto questo con la consapevolezza di fare scelte importanti!” 

E ancora:

“Fare politica significa prendere decisioni che hanno un impatto significativo (anche economico) sul presente e sul futuro della società, spesso affrontando resistenze, rischi e conseguenze a lungo termine. Significa adottare misure coraggiose anche quando impopolari, e assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento anziché subirlo. Nel caso della pianificazione degli spazi verdi, ad esempio, fare scelte importanti potrebbe significare destinare risorse alla tutela ambientale, promuovere infrastrutture sostenibili e garantire che il verde urbano non sia solo un elemento decorativo, ma una componente strategica della qualità della vita.”

Ma poi, nei fatti, cosa succede? E’ passato un anno... Dov’è il cambiamento? Dove sono le scelte reali – non la propaganda – che avete messo in atto in questo primo anno di legislatura e che abbiano avuto un impatto positivo significativo sulla vita quotidiana dei Sinnaesi?

Cara Sindaca, restando nel merito del plesso di Sant’Isidoro, non stiamo parlando di un angolo dimenticato del paese: stiamo parlando di una scuola, un luogo essenziale per la crescita e la formazione della nostra comunità.

Viene spontaneo chiedersi dove sia finito quel senso di responsabilità, quella cura per il bene comune che dovrebbe animare chi amministra.

E soprattutto: com’è possibile che voi, che fate parte di questa stessa comunità, non siate indignati almeno quanto noi di fronte a questo scempio? O forse vivete altrove? È per questo che tutto ciò sembra non riguardarvi?

Perché il problema non riguarda solo Sant’Isidoro: il degrado ormai avanza anche negli altri edifici scolastici, nelle piazze, nelle strade. E cresce la sensazione che tutto stia venendo trascurato.

Sinnai merita di meglio. E lo meritano soprattutto i bambini e i ragazzi che crescono circondati dal cemento e dall’indifferenza.

Questa non vuole essere una polemica sterile. È una richiesta chiara, diretta, urgente: intervenite. Fate in modo che questo spazio diventi ciò che dovrebbe essere. Restituite dignità a un luogo che ne è stato privato per troppo tempo.

Ignorare questa situazione oggi significa assumersi la responsabilità delle sue conseguenze domani. Chi amministra ha il dovere di ascoltare, vedere, agire.

E noi continueremo a farci portavoce di chi chiede rispetto, sicurezza, cura. Siamo pronti a collaborare, a segnalare, a proporre. L’abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo. Ma ora tocca a voi fare il primo passo.

Dimostrate che la scuola è davvero una priorità. Non con le parole, ma con i fatti.

Con senso civico e determinazione,

Aldo Lobina

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