Apprendiamo con sollievo che le spine e le sterpaglie che da mesi soffocavano Solanas – o almeno una buona parte di esse – sono finalmente state tagliate. Resta però da capire se questi interventi di pulizia fossero già stati programmati, oppure se siano stati eseguiti solo dopo la segnalazione di Casteddu Online, che documentava con foto impietose lo stato di degrado: vegetazione secca, immondizia agli angoli delle strade, un’immagine tutt’altro che invitante per residenti e turisti.
In ogni caso, va riconosciuto che il Comune ha fatto bene a intervenire. E dovrebbe sempre farlo: non solo in risposta alle segnalazioni o alla cattiva pubblicità, ma come dovere costante verso il territorio. Ha agito bene, prima di tutto, nei confronti dei residenti di Solanas – che, è bene ricordarlo, pagano le tasse come tutti gli altri sinnaesi. E ha agito bene anche in ottica turistica, perché quelle immagini non erano certo una cartolina di benvenuto.
Tuttavia, a cavallo del ponte del Primo Maggio, mentre Villasimius si presentava splendente – con rotonde curate, strade pulite e servizi aperti – Solanas offriva uno spettacolo desolante: erbacce, sacchi di rifiuti, marciapiedi sconnessi, e un’assenza quasi totale di attività commerciali. Fatta eccezione per il bar sulla spiaggia e qualche altro esercizio, la frazione era ferma. Nessun supermercato, farmacia chiusa, e accanto a essa un edificio diroccato – pare un tempo sede di un centro giovanile – oggi abbandonato tra alte sterpaglie.
Che la stagione turistica non sia ancora ufficialmente iniziata è comprensibile. Ma non giustifica l’abbandono. In molte zone della Sardegna i turisti sono già arrivati: basti pensare alla Sagra degli Agrumi di Muravera e i tantissimi turisti in giro durante i recenti ponti primaverili. Chi ha saputo cogliere l’occasione, ha già iniziato a raccogliere i frutti. Solanas, invece, si è fatta trovare ancora una volta impreparata.
Eppure le potenzialità non mancano: la spiaggia è bellissima, il paesaggio suggestivo, la posizione strategica tra Cagliari e Villasimius. Ma a cosa serve tutto questo se mancano i servizi essenziali? È inaccettabile che un residente – o un turista – debba percorrere chilometri per acquistare un litro di latte, un farmaco, un giornale. Supermercato assente, farmacia chiusa, edicola mai vista. Le bellezze naturali, da sole, non bastano se non si investe nella qualità della vita quotidiana.
Girando per la frazione, la domanda sorge spontanea: di chi sono quegli edifici abbandonati? Possibile che nessuno possa o voglia recuperarli? Il Comune non potrebbe acquisirli, metterli in sicurezza e poi destinarli – anche a canone agevolato o gratuito – a piccoli commercianti, artigiani, cooperative? Si creerebbero servizi, lavoro, occasioni. Si darebbe vita a una comunità oggi spenta.
Il paradosso è che Solanas funziona, oggi, forse al 10% del suo potenziale. E mentre si rinvia il progetto dei parcheggi a pagamento – fortunatamente bloccato per ora – si dimentica che la vera urgenza è la cura del territorio. Altro che ticket per la sosta: qui manca l’essenziale.
È vero che la giunta comunale si è insediata da meno di un anno. Ma non è un’amministrazione del tutto nuova. Molti protagonisti, a partire dalla sindaca – già vicesindaca nella scorsa legislatura – conoscono bene le criticità di Solanas. E proprio lei afferma di recarsi quasi ogni giorno nella frazione. E allora, viene da chiedersi: quanto ancora dovranno aspettare i cittadini, i commercianti, i proprietari di seconde case, per vedere garantiti i servizi primari?
Servono visione, idee, coraggio e determinazione. Il Comune di Sinnai dispone – almeno così si dice – di un avanzo di bilancio di circa 2 milioni di euro. E se una parte di queste risorse fosse finalmente destinata a Solanas, come segnale concreto di cambiamento? Sarebbe un investimento, non una spesa. Un primo passo verso una località finalmente all’altezza del suo nome, della sua storia, e della sua bellezza.
Solanas non ha bisogno di annunci, ma di fatti. Non bastano proclami sui social o visite lampo buone solo per le foto: servono decisioni concrete, investimenti mirati, e una visione a lungo termine. Servono servizi, dignità, e attenzione quotidiana. Non solo nei mesi estivi. Non solo quando scoppia la polemica.
Perché Solanas è Sinnai. E chi la abita, chi la vive, chi la ama e chi la sceglie ogni estate, merita di più.
