In questi tempi difficili, è opportuno concedere il nostro disprezzo con parsimonia, tanto numerosi sono i bisognosi (François René de Chateaubriand)
Ho appena depennato dalla mia pagina di diario l’appuntamento fissato della riunione di commissione sulle questioni relative alla spedizione ugandese della nostra sindaca.
L’arrivo, sia pure tardivo, dei documenti richiesti come base di lavoro, per una serie di ragioni, che non sto qui a descrivere e alcune perplessità sollevate dai membri della commissione hanno finito per sconsigliarmi di celebrarla almeno per ora.
Nella rubrica ho anche tracciato qualche appunto, qualche impressione a caldo, anche perché l’ostensione dei documenti richiesti al Comune , dopo la formale protesta inoltrata all’indirizzo degli uffici, ritenevo giustificasse una analisi supportata da carta “cantante”. Giusto per far dormire tranquille le persone.
Come dimenticare e non dare risalto nei miei appunti al buon consigliere Tremulo, riconoscendogli il merito di avere indotto i colleghi della Commissione di Controllo e Garanzia ad un sano esercizio di parsimonia democratica? Cinque gettoni di presenza in una Commissione il cui tema sarebbe stato discusso poi in Consiglio. Che sperpero di denaro pubblico!
Per la cronaca chi non lo sa sappia che in genere i punti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale vengono solitamente discussi prima in una commissione apposita e nessuno alza scudi.
Qui no!
La democrazia ha un costo. Sicuramente questo è un enunciato noto anche al consigliere Tremulo e ancor più mi convinco nel ritenerlo insostituibile risorsa della prima Commissione.
Le sue analisi e sensibilità non difetteranno nei momenti sicuramente drammatici, quando il Consiglio verrà chiamato a valutare e comprendere le ragioni sottostanti a quelle economiche della missione “Entebbe”. Entebbe è l’aereoporto di Kampala, dove sono sbarcati i nostri eroi in missione tropicale per sostenere un progetto (sicuramente non originale) di cooperazione internazionale WaEPA (che un buontempone ha rinominato: Va (la W a giustificare la comitiva) e paga tu!).
Scontate le motivazioni etiche della dottoressa Pusceddu, cui non si può disconoscere una vocazione alle larghe vedute orizzontali, se non al martirio stesso, rischiato, a sentire il Presidente Mallocci, ad ogni pie’ sospinto in quelle lande, “scorrazzate” da folle di bande armate e animali feroci. Sono note peraltro le sofferenze patite dalla stessa, grazie alla trenta cinquennale cooptazione politica, senza mai saltare un turno.
Sconosciute invece le ragioni motivazionali – ma ci arriveremo leggendo gli atti a disposizione - della presenza della segretaria generale.
Gli altri partecipanti e in fondo l’intero formato organizzativo richiamano lo stile motivazionale di una azienda privata impegnata nella costruzione appunto di un percorso motivazionale di un nuovo prodotto o il team building (costruzione dello spirito di squadra) aziendale intorno ad una nuova catena di controllo.
Comunque nessuno più del nostro Ruben potrà restare scandalizzato ed essere nostro alleato nel disperato tentativo di comprendere le ragioni del passaggio in Africa della segretaria generale e del suo fedele sostituto.
Aldo Lobina
