In merito al dibattito odierno in Consiglio comunale (07/08/2025) sulla proposta di delibera presentata dalla minoranza per avviare un'indagine indipendente da parte delle autorita competenti sul progetto di riforestazione (proposta prevedibilmente respinta dalla maggioranza) desideriamo soffermarci su un passaggio dell’intervento, concedetecelo, piuttosto singolare della consigliera Porceddu.
Nel tentativo di difendere l’operato degli uffici comunali, la consigliera ha affermato che il buon lavoro si vede dalle opere portate avanti (e concluse) con successo dal Comune di Sinnai grazie ai fondi PNRR. E ha citato alcuni esempi: la nuova scuola di via Caravaggio (demolita e ricostruita “a tempo di record”, parole sue); il polo dell’associazionismo in via Olimpia; la ristrutturazione dell’ex Cinema Roma, destinato a ospitare la nuova biblioteca comunale; la futura piscina… e, a quanto pare, ancora “molte altre opere”.
Non intendiamo commentare direttamente queste affermazioni. Ci limitiamo a un invito semplice: fate due passi per Sinnai e verificate con i vostri occhi lo stato attuale di queste opere.
Niente più, niente meno.
E poiché il consigliere Lobina è stato più volte etichettato come “visionario”, oggi ribaltiamo la domanda: chi è davvero il visionario?
Dispiace doverlo sottolineare, ma è una riflessione necessaria. I fondi del PNRR non sono regali calati dall’alto, né “soldi facili”. Sono risorse pubbliche vincolate, che richiedono progettualità seria, monitoraggio costante, rendicontazione trasparente e verificabile. E, in caso di irregolarità o ritardi, possono persino essere revocati o richiesti indietro.
Per questo motivo, le domande che poniamo da tempo sul progetto (fallimentare) di riforestazione non sono né pretestuose né sterili. Sono atti di responsabilità. Verso la cittadinanza, verso le risorse pubbliche, verso il futuro di Sinnai.