Fondazione Polisolidale: la riunione coi capigruppo dei tre comuni. Come andare avanti?
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Fondazione Polisolidale: la riunione coi capigruppo dei tre comuni. Come andare avanti?

Ieri, 15 Luglio, si è svolta a Maracalagonis per iniziativa del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Polisolidale, presieduto da Francesca Fadda, il previsto incontro coi capigruppo dei gruppi consiliari dei tre comuni di Sinnai, Maracalagonis e Burcei. Alla riunione hanno preso parte anche la sindaca di Sinnai Pusceddu e il sindaco di Burcei Malloru.

La nostra democrazia soffre di autoreferenzialità e di disaffezione conseguente nei confronti della cosa pubblica. Avere messo in campo il coinvolgimento dei rappresentanti consiliari ha inaugurato una stagione nuova, che promette quanto meno di allargare ai decisori politici la conoscenza di questioni, altrimenti lasciate alla merce' di pochi.

Ringraziamo per tutti la sindaca Fadda che ci ha ospitati con gentilezza nella casa comunale di Maracalagonis, diventata anche nostra.

Mette conto di informare i nostri lettori di una notizia fondamentale, giunta ai tre Comuni nella stessa giornata : la Regione Sardegna - come Sinnai Libera si aspettava - ha negato alla FondazionePolisolidale l'iscrizione al Registro Unico Nazionale Terzo Settore, iscrizione che avrebbe comportato agevolazioni fiscali, bandi riservati e risorse, che giustamente sono destinati a chi rispetta requisiti previsti per legge, come statuti adeguati, bilanci regolari rispetto alla normativa di legge, non appartenenza a partecipate in controllo pubblico (la Polisolidale è infatti una partecipata in controllo pubblico con maggioranza pubblica e non privata), indicazioni dei volontari iscritti, controlli di revisione e certificazioni notarili.

E' inspiegabile per Sinnai Libera cosa l'ex direttore generale si proponesse di ottenere, dovendo egli conoscere la Legge del Terzo Settore (che datano dal 2023) e per quale motivo, di sua iniziativa, avesse chiesto l'iscrizione al Terzo Settore, che avrebbe tra l'altro comportato una perdita di controllo da parte dei Comuni. Da parte dei quali non era stata manifestata alcuna intenzione di perdere il controllo analogo (analogo a quello che gli stessi hanno nei confronti dei loro stessi uffici), mantenendo la maggioranza pubblica all'interno della Fondazione.

La legge statale e il diniego della Regione hanno fatto sì che la Fondazione abbia perso la qualifica di Onlus con conseguenti ripercussioni economiche, stante che la fiscalità di vantaggio costringerà l'Ente a nuotare in un mare diverso e a spendere di più per assicurare i servizi resi finora.

Nella riunione sono stati esaminati i problemi scaturiti dalla necessità di sostituire il direttore generale, il cui mandato, già prorogato prima di sei mesi, poi di quattro mesi  dopo l'ultima scadenza (col pretesto della riscrittura di un nuovo statuto ad ora inesistente)  ha impedito una ennesima proroga, anche alla luce del parere dell'Autorità nazionale Anticorruzione, come ha ricordato Francesca Fadda.

Un bando con scademza il 17.7.26 è in essere per trovare un sostituto provvisorio, fino a nuova nomina preceduta da altro bando.

Ricordiamo a chi legge che i Comuni sono impegnati a riscrivere uno statuto, adeguato naturalmente alle leggi, che preveda nuove figure di controllo gestionale e amministrativo (si amministrano infatti milioni di euro di soldi pubblici), ma anche che ci auguriamo  possa determinare che il controllo politico della partecipata  abbia un respiro partecipativo più ampio, e quindi più democratico, non più autoreferenziale. Stante che finora è mancata la possibilità di fatto di una trasparenza, che è il fondamento della nostra democrazia.

A questo proposito, mentre si è ribadita da parte di tutti l'importanza di non far mancare i servizi alla parte fragile dei nostri concittadini  e di assicurare contestualmente gli stipendi delle numerose maetranze impegnate nelle varie attività, è stato chiaramente dichiarato da Francesca Fadda, che l'ex direttore generale non ha ancora inviato le carte richieste per   assicurare un corretto passaggio di testimone. 

 La conoscenza dei conti, degli impegni e di quant'altro è assolutamente indispensabile  evidentemente per andare avanti. A meno che non ci si palesino - diciamo noi - sorprese capaci per loro stessa natura di far teminare prematuramente una convenzione  il cui limite naturale è fissato per il 2029..

Insomma c'è uno statuto ancora da scrivere, c'è da decidere in tempo in che modo andare avanti.

 

Aldo Lobina

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