CERCARE LE RESPONSABILITA' NON CANCELLA I PROBLEMI, MA PUO' AIUTARE A RISOLVERLI: SERVE UNA DIVERSA CLASSE POLITICA
Purtroppo, anche noi siamo convinti delle stesse ragioni e di Sara e della Uda ma vorremmo aiutarla a capire meglio se stessa e le cose che rivela, sperando di aiutarla a meglio descrivere non un autoritratto immaginario, ma uno realistico.
Lo specchio nelle favole ha un ruolo non secondario.
Il suo ruolo la obbliga a rinunciare alla semplice elencazione del disservizi, come se bastasse lo stile de " Sa grida de su gridadori" agli angoli delle strade di quello che oggi chiamiamo centro storico sinnaese.
In quel discorso manca un necessario riferimento ai responsabili'.
I disservizi denunciati, non sono la descrizione della semplice scomodità di una o più categorie di concittadini . Sono alla base di un grave diseguaglianza nell' accesso alle opportunità di crescita economica e di tempo disponibile per tutti gli abitanti del polo estremo orientale della città metropolitana. Un apartheid distrettuale che si trasferisce nel disvalore economico delle proprietà dei sinnaesi e nei costi maggiori di chi vive al di qua della 554. È una consapevolezza ben nota a quei ceti sociali che disponendo di maggiori risorse economiche preferiscono scegliere di vivere al di là della 554.
Sinnai Libera in occasione del.dibattito sul bilancio,
ha denunciato, nonostante una iniziale avversione del Presidente Mallocci , che riteneva fossero argomentazioni fuori tema, la distanza tra i misuratori reddituali dei cincittadini di Sinnai ,Maracalagonis, Burcei e la media del.resto dell' isola.
I tre comuni ,tra i 377 dell' intera isola, occupano gli ultimi posti per la percentuale di obbligati alla contribuzione IRPEF. Una qualificazione stabilita dalle cose che negano mediamente al nostro territorio una forza attrattiva per la parte cetuale dotata di maggiore dinamismo economico dell' intera città Metropolitana. Ecco, mancando questa forza attrattiva,, per l' assenza endogena di forze economiche capaci di rovesciare questo aspetto, servirebbe una visione ed una consapevolezza dei politici compagni di partito della Uda, che invece sono profondamente radicati quando parlano di trasporti, dal collegamento tra Bonaria ed il.Poetto.
La Sara Uda, tutta l' allegra brigata "progressista" di Sinnai, non ci hanno mai fatto pervenire notizia della prioritaria necessitá, di far uscire in blocco da un inesistente ostacolo geografico, ma piuttosto organizzativo dei trasporti, gli oltre 30 mila abitanti di Sinnai, Settimo e Maracalagonis.
La Uda, nota Sara, non deve restituire l' idea di una inespugnabile coerenza personale (che a dire il vero e' il piu' piccolo dei problemi) ma la consapevolezza dell' irresponsabile responsabilità di chi sta con lei ed intorno a lei.
Dal momento in cui comincerà a capire che tutta la manfrina del progetto coalizionale è il risultato dell' indicibile compronesso Polisolidale e degli interessi ultradecennali legati solo ai piani urbanistici, limitati essi pure da mancanza di visione di sviluppo concreto , solo allora potrà sembrare più credibile. Il dibattito del 29 giugno in consiglio comunale e l' assordante silenzio della maggioranza di fronte alle accuse della minoranza sulla Polisolidale, ha reso leggibile più di un trattato, le ragioni pattizie vere , e non l' autoreferenziale lettura delle ragioni motivazionali della consigliera UDA . Un silenzio denunciato dalla stessa sindaca Pusceddu, rotta dal pianto privatissimo, che ha però rivelato, l' inadeguatezza politica amministrativa di tutto l' apoarato coalizionale. Sara, non è colpa di uno ma di tutti.