De urina: chi se ne deve occupare?   
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De urina: chi se ne deve occupare?   

 

Un potere che si occupa della disciplina del getto (delle urine) cade nel ridicolo… press’a poco così pensavano 450 anni a C. i Romani che scrissero le 12 Tavole. Il potere cioè si deve occupare di cose più importanti.

“De urina – dicevano – non curat praetor”.

Le regole, raccolte nelle Tavole, erano esposte nel Foro romano per essere conosciute da tutti. I bambini, al tempo di Cicerone nel I secolo a.C, le imparavano addirittura a memoria.

Sono passati 2476 anni da allora e a Sinnai sembra cambiato poco. Nel senso che mentre la civiltà moderna ha chiesto al potere di occuparsi anche dei pannoloni (sporchi) di chi è obbligato a servirsene, qui da noi “non ce ne puo’ importar de meno”! Sembra che, nonostante diverse sollecitazioni a proposito, i nostri amministratori abbiano deciso di girarsi dall’altra parte, non solo per non sentir l’olezzo. E poi…i panni sporchi non si lavano in casa?

I pannoloni vengono ritirati dall’azienda Cosir ogni Lunedì. Precedentemente era possibile disfarsene anche nei giorni di ritiro del secco, fino a 52 volte l’anno. Ora solo fino a 26 altre volte.

Un problema serio che dovrebbe preoccupare chi ci amministra, perché chi utilizza i pannoloni può non avere spazi di accumulo sufficienti e trovarsi costretto a tenerli in casa più a lungo, oppure risolversi a disfarsene nei campi attorno all’abitato.

Già non curarsi della penuria di bagni pubblici nel centro e nelle frazioni, non interessarsi a sufficienza del buon funzionamento dei pochi servizi igienici esistenti negli edifici pubblici  è un problema.  Ma ancora più grave diventa aumentare la criticità   rappresentata dal ritiro insufficiente dei pannoloni intrisi di deiezioni liquide e solide di persone con handicap, per mancanza di spazi di accumulo nelle superfici abitate.

 Si tratta evidentemente di arrivare a decisioni  più sagge.

Il ritiro dei pannoloni necessita infatti di una frequenza diversa, almeno due volte la settimana, come avviene per esempio a Cagliari.

E’ una questione di dignità e di igiene privata e pubblica. O no?

La tariffa puntuale (TARIP) e il suo regolamento al momento non sembrano essere graditi ai cittadini.Anche perché non sono punto informati neanche di quanto dovranno pagare i nuovi disservizi.

Basterà aumentare i giorni di “supplicatio”,cioè i giorni di festa, le obrierate per far dimenticare la cattiva amministrazione?

 Siamo   anche sicuri che ci sarà un solerte consigliere  pronto a riesumare la legge di Cazio Testino Summo  per impedire con un regolamento  di pisciare durante i Comizi , durantele feste,  durante i consigli comunali o nei silenzi sempiterni suoi e dei sodali suoi.

 Tanto…i pannoloni sporchi non sono un problema di chi è sano, sono solo un problema di chi non va alle feste e neanche a votare!

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