Oggi ho partecipato ad una riunione della commissione che si occupa di Statuto comunale e di regolamenti. Non sempre mi è possibile per motivi di lavoro o per impegni concomitanti essere presente. Ma avevo capito, per ciò che mi era stato riferito, che poteva essere messo in scena un progetto malcelato di riduzione delle prerogative di una commissione in particolare, quella di Controllo e Garanzia, che presiedo e che evidentemente ho il dovere di difendere. Per questo avevo fatto pervenire alla Commissione dei regolamenti una bozza molto articolata, un elenco insomma di attività, che, enunciate, non dessero spazio a illazioni su abusi perpetrati dalla Commissione di Controllo e Garanzia, esorbitanti dalle sue funzioni.
La Commissione di Controllo e Garanzia in effetti, a volerne sintetizzare i compiti, ha poteri di controllo e verifica che riguardano le attività istituzionali del sindaco e della giunta e degli organismi gestionali del Comune, per valutarne la coerenza con la legge, i regolamenti e gli atti di indirizzo approvati dal Consiglio, e si occupa altresì della tutela dei diritti di informazione e di accesso.
Mentre da una parte si rinuncerebbe ad accogliere una proposta articolata, optando per una dicitura sintetica delle prerogative, dall’altra paradossalmente si vorrebbe “chiudere” le prerogative attribuendo alle commissioni competenze specifiche in maniera esclusiva.
Mette conto di considerare che una rigida compartimentazione, se comoda per separare i grandi argomenti ( per esempio lavori pubblici piuttosto che ambiente, regolamenti, piuttosto che igiene urbana, sport piuttosto che assistenza sociale o bilancio) di fatto potrebbe vuotare di significato i compiti proprio della prima commissione, che, per esempio (senti, senti) non si sarebbe dovuta occupare delle problematiche di un rimboschimento fallito, perché materia appannaggio di altra commissione, cui è intestato l’ambiente.
L’amministrazione è un unicum e parlare di sport si può bene collegare ai lavori pubblici, all’urbanistica, all’ambiente, all’assistenza sociale, cioè tutto si integra e solo per comodità e specializzazione o vocazione dei singoli consiglieri si lavora per compartimenti.
Ecco volere prevedere una chiusura stagna degli stessi, renderebbe rigida la funzione consiliare e toglierebbe addirittura alla commissione di controllo e garanzia le funzioni precipue di verifica dello stato, di attuazione delle linee programmatiche di mandato, di vigilanza sui regolamenti e sulla corretta gestione amministrativa e contabile del comune e sull’imparzialità e il buon andamento della amministrazione, con i suoi uffici e i controlli interni.
Nessun argomento che interessi l’attuazione delle linee programmatiche può essere estraneo alla commissione di controllo e garanzia.
La minoranza consiliare resisterà contro ogni azione finalizzata a impedire tentativi astrusi e irricevibili, che denotano chiusura democratica, indegna di una comunità civile.
Al sinedrio locale un apoftegma: studiate di più e rispettate la decenza. Non usate un regolamento comunale, se non per servire gli altri.
Aldo Lobina