Accesso negato… ma siamo davvero nell’“altra” Sinnai?
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Accesso negato… ma siamo davvero nell’“altra” Sinnai?

Durante la campagna elettorale del 2024 si parlava di entusiasmo, di ascolto, di futuro condiviso. In piazza Sant’Isidoro si prometteva trasparenza, partecipazione, comunità. Oggi, a distanza di un anno, basta chiedere la copia di una presentazione PowerPoint per sentirsi rispondere che sono “appunti personali”. L’“altra Sinnai” non solo esiste: è quella che si racconta aperta davanti ai cittadini e poi, una volta al governo, chiude porte e finestre.

In merito alla richiesta del consigliere Aldo Lobina di avere copia della presentazione proiettata dall’ing. Valentina Lusso durante la Commissione consiliare sulla forestazione PNRR, rimaniamo sorpresi, e francamente perplessi, davanti alla risposta della Segretaria Generale: un elegante “no”. Motivazione? Non sarebbe un documento dell’Ente, ma solo “appunti personali”.

Curioso, vero? Un materiale mostrato ufficialmente in Commissione, davanti ai consiglieri e ai cittadini presenti, diventa improvvisamente un promemoria privato. Quello che fino a pochi istanti prima era pubblico, ora non può essere condiviso, come se fosse diventato “personale” nel momento stesso in cui si richiede copia.

Il tutto diventa ancora più assurdo se si considera che all’ingegnere è stato concesso di presentare senza alcun contraddittorio: finita l’esposizione, se n’è andata (con tanto di corte a seguito) lasciando i consiglieri senza la possibilità di porre domande o chiedere chiarimenti.

E qui nasce il paradosso: durante la campagna elettorale si parlava di trasparenza, partecipazione e condivisione. Ora, basta chiedere una presentazione PowerPoint e ci sentiamo rispondere che sono “appunti privati”. Che fine ha fatto la trasparenza tanto sbandierata?

Forse avevano ragione: è davvero un’altra Sinnai. Un’altra meno accessibile, meno aperta, più gelosa dei propri segreti di palazzo.

E viene spontanea una domanda al cittadino contribuente: quei progetti PNRR sono pagati con soldi pubblici. Dunque, se non sono “documenti pubblici”, cosa sono? Proprietà privata di chi li scrive? O, peggio, di chi governa?

Infine, il capolavoro burocratico: un documento che non è un documento, presentato in Commissione ma non accessibile… sembra un gioco di prestigio amministrativo. Ma qui non si parla di magia: si parla di democrazia.

E allora, l’“altra Sinnai” che nel 2024 ha conquistato il Comune è davvero “altra” solo nello slogan? O è un’altra perché più chiusa, più opaca, meno trasparente? Del resto, i protagonisti sono gli stessi, a partire dalla sindaca, che fino a ieri era vice.

Ai cittadini il giudizio. Noi, come sempre, continueremo a fare la domanda.

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