Ieri, 14 maggio, durante un bellissimo incontro con le classi terze della scuola media dell’Istituto Comprensivo di Sinnai, organizzato dall’ANPI – Sezione Angelo Monni, abbiamo parlato di Resistenza, Costituzione, diritti e doveri.
È stato un dialogo intenso, che ci ha riportato alle radici della nostra democrazia: la lotta dei partigiani e delle partigiane per liberarci dal fascismo e dall’occupazione nazifascista, consegnandoci una libertà vera, concreta, che oggi vive nella nostra Costituzione.
E, in vista del referendum dell’8 e 9 giugno, è fondamentale ricordare quanto afferma l’articolo 1 della nostra Carta:
«La sovranità appartiene al popolo».
Il primo modo per esercitare questa sovranità è semplice e potente: andare a votare.
Il voto non è solo un diritto: è anche un dovere democratico. Non è un gesto simbolico, ma un atto di partecipazione reale, che può incidere concretamente sulla direzione del nostro Paese.
Ogni astensione è una scelta che lascia spazio agli altri di decidere anche per chi tace.
I cinque quesiti referendari su cui saremo chiamati a esprimerci riguardano temi cruciali – eppure, se ne parla pochissimo.
Si propone l’abrogazione di norme relative a:
- il reintegro al lavoro in caso di licenziamento illegittimo;
- l’indennizzo per i licenziamenti nelle piccole imprese;
- la precarietà dei contratti a termine e in somministrazione;
- la responsabilità del committente negli appalti;
- le regole per l’acquisizione della cittadinanza italiana.
Temi concreti, che parlano di diritti, lavoro, dignità e inclusione. Temi che incidono sulla vita di milioni di persone.
Ma tutto questo rischia di passare sotto silenzio, se a prevalere sarà l’indifferenza.
Viviamo in un tempo di alta sfiducia verso la politica, in cui è facile dire “non mi riguarda”, o peggio, “me ne frego”. Ma non serve lamentarsi, se poi, quando possiamo contare, ci tiriamo indietro.
I partigiani e le partigiane ci hanno insegnato che la democrazia non è eterna né scontata: va esercitata, difesa, vissuta. E andare a votare significa anche onorare chi ha lottato per conquistarci i diritti, mettendo in gioco la propria vita.
Quindi informatevi. Confrontatevi. Andate a votare.
Non importa cosa votate – o meglio, sì, importa, ma non è questo il punto oggi. L’importante è che nessuno rinunci a far sentire la propria voce.
Perché il voto è libertà.