Tarip a Sinnai: improvvisare si può. Vivere così, no.
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Tarip a Sinnai: improvvisare si può. Vivere così, no.

A che gioco stiamo giocando?

Dal 1° gennaio 2026 l’amministrazione comunale ha deciso, ancora una volta, di cambiare le regole del gioco: secco ritirato una volta ogni due settimane, pannolini e pannoloni solo il lunedì. Una comunicazione arrivata, come da tradizione, all’ultimo momento, quando non c’è più tempo né per capire né per organizzarsi.

Una scelta che colpisce famiglie, anziani, persone fragili. E che soprattutto dimostra una cosa: l’improvvisazione non è un incidente di percorso, ma è diventata metodo di governo.

Il problema non nasce oggi. Era stato segnalato, discusso, portato in Consiglio. Non poteva essere ignorato. E invece lo è stato. Poi, improvvisamente, la decisione. Senza confronto, senza alternative, senza spiegare ai cittadini quali servizi spettano loro e per cosa stanno pagando.

Perché questo è il punto: il servizio cambia continuamente, i calendari si accorciano, le regole si modificano in corsa. Non c’è il tempo di assimilare un cambiamento che ne arriva subito un altro. Altro che tariffa puntuale: qui l’unica cosa davvero puntuale è la confusione.

Scendiamo dal piano delle delibere a quello della vita reale.

Pensiamo a chi vive in un appartamento, senza cortile, senza garage, senza spazi adeguati. Dove dovrebbero stare, per una settimana, pannolini e pannoloni? In cucina? In bagno? Sul balcone?

Non è solo una questione di organizzazione domestica. È una questione di igiene, di salute pubblica e di dignità delle persone.

Ed è qui che nasce lo stupore più grande. Gli amministratori di questo Comune vivono a Sinnai. Sono tra noi. Buttano l’immondizia come tutti.

Com’è possibile che accettino per i cittadini una situazione che non dovrebbero volere neppure per se stessi? Non si sono posti il problema perché non hanno le stesse necessità di molti loro concittadini? O il ragionamento è semplicemente: se ce la faccio io, allora ce la facciano anche gli altri?

Ma si può governare così? Quali opzioni sono state valutate? Quali soluzioni alternative sono state prese in considerazione? Davvero si vuole far credere che questa fosse l’unica scelta possibile?

Intanto il servizio peggiora e il conto resta lo stesso. Anzi, spesso aumenta.

La cosiddetta tariffa puntuale cambia pelle con una rapidità degna di un numero da circo. Da 52 a 40 conferimenti annui. Poi 20 conferimenti nella seconda metà del 2025. Oggi, con il ritiro quindicinale del secco, appena 26 conferimenti annui.

Stesse tasse. Servizio dimezzato. Di puntuale resta solo la certezza di pagare.

Il caso di Solanas è la ciliegina sulla torta. Nei mesi estivi la popolazione esplode, i rifiuti aumentano e la risposta dell’amministrazione è ridurre il servizio, passando da una raccolta settimanale a due passaggi mensili. Il tutto mentre si introduce la tassa di soggiorno. Turismo sì, servizi no.

Sembrerebbe una barzelletta, se non fosse la cronaca di una realtà amministrativa sempre più difficile da giustificare.

Forse è il caso di fermarsi. Di rimodulare seriamente l’organizzazione del servizio e le tariffe. Siamo i primi a volerle davvero puntuali, ma nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e della vita quotidiana delle persone.

Perché qui non siamo davanti a una fase di assestamento. Siamo davanti a una crisi di gestione, evidente, reiterata e ormai impossibile da mascherare con annunci, eventi o propaganda.

Improvvisare si può. Chiedere ai cittadini di viverci dentro, no.

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