Come i nostri lettori sanno il nostro consiglio comunale a fine anno ha discusso (si fa per dire) l’istituzione e il regolamento per la tassa di soggiorno nel territorio di Sinnai.
Abbiamo sottolineato soprattutto la stranezza di una decisione velleitaria per mancanza di servizi fondamentali e anche il superamento del senso del ridicolo da parte di un sindaco e di una giunta, avallati da una maggioranza muta, tutti fieri di avere deliberato un nuovo vantaggioso tributo per le casse locali. O le grancasse?
Se la mancanza di servizi primari impone una idea ben chiara di cosa fare e delle priorità con le relative risorse da impiegare, la necessità di potenziare certi altri servizi dovrebbe orientarne il senso verso una direzione precisa, senza comprometterli.
Come avranno reagito questa volta la sindaca, la responsabile del Settore Tributi e il responsabile del Servizio di Igiene Urbana, destinatari di una istanza di ripristino del servizio di raccolta rifiuti a Solanas?
Siamo venuti a conoscenza di una diffida, in scadenza in questi giorni, con la quale la proprietaria di un immobile, adibito ad abitazione stagionale, chiede la riduzione della tassa sui rifiuti per grave disservizio. La legge italiana infatti prevede questa possibilità.
Tutti sappiamo – e lo sanno anche sindaco e giunta – che Solanas nei mesi estivi ha una esplosione demografica e produce conseguentemente più rifiuti. Anche il buon senso chiederebbe un potenziamento del loro ritiro, anziché una riduzione drastica della frequenza del servizio di raccolta della frazione secca, passata nel calendario 2026 da una cadenza settimanale a due passaggi mensili.
Il sindaco e la giunta non dovrebbero preoccuparsi del peggioramento delle condizioni igieniche e di decoro urbano della frazione balneare? Solo pochi mesi prima erano stati definiti altri standard di servizio, ( migliori di questi ultimi), ma ancora essi stessi inadeguati ad evitare nel periodo estivo discariche a cielo aperto con rifiuti abbandonati dappertutto, a causa dei limiti del servizio e della inciviltà di molti.
Viene contestata l’illegittimità della decisione di ridurre la frequenza di raccolta del rifiuto secco (l’indifferenziata), perché lesiva del diritto dei contribuenti ,assoggettati alla delibera del Consiglio Comunale del 30.6.2025, che ha definito le condizioni di svolgimento del servizio, poste a base del calcolo tariffario. La decisione di dimezzare rappresenterebbe – e noi siamo d’accordo – una riduzione sostanziale di quello standard che il Comune si era impegnato a garantire ponendolo alla base del prelievo tributario.
La ricorrente - che è stata sindaco per molti anni di un comune veneto, assessore provinciale di Verona, membro del Consiglio di presidenza dell’ANCI regionale del Veneto, membro del Consiglio Nazionale dell’ANCI è una avvocata, esperta in diritto amministrativo e commerciale, membro della Commissione Statuto del Comune di San Bonifacio, in qualità di esperto di Enti Locali - forse non sarà all’altezza dei componenti della nostra giunta e dei funzionari del nostro comune, tuttavia, oltre a ravvisare una grave violazione della disciplina di riferimento, rivendica il diritto alla riduzione del tributo secondo la Legge (art.1 comma 656 L 147/2013). Avrà ragione?
Non possiamo neanche darle torto quando sottolinea l’illogicità dell’azione amministrativa del Comune di Sinnai, per mancata considerazione della vocazione turistica (che offesa per sindaca, vicesindaca e company!).
Prepariamoci, per piacere, a rimodulare l’organizzazione del servizio e le tariffe. Siamo i primi a volerle puntuali nel rispetto delle leggi… e dei regolamenti!
A meno che non siamo così pronti ad affrontare una class action, cioè un procedimento legale collettivo, dal cui risultato, se negativo per il comune, sarebbe logico aspettarsi le dimissioni del sindaco e la fine di questa consigliatura. Turistica.
Aldo Lobina