Pulizia e decoro: giusto richiamare i cittadini, ma il Comune dà il buon esempio?

Pulizia e decoro: giusto richiamare i cittadini, ma il Comune dà il buon esempio?

L’11 giugno il Comune di Sinnai, dal suo sito istituzionale, ha lanciato un appello ai cittadini sull’importanza di tenere puliti i propri terreni: tagliare le erbacce, potare le siepi, rimuovere rifiuti, foglie e ramaglie, specialmente se i lotti confinano con strade o marciapiedi, pena l'applicazione di una sanzione amministrativa pari a €250.00 oltre all'obbligo di ripulitura delle aree interessate. Giustissimo. Ci uniamo volentieri all’appello, perché la cura del territorio è una responsabilità condivisa.

Ma a questo punto una domanda è inevitabile: le stesse regole valgono anche per il Comune?

Basta guardarsi intorno: in tante zone di Sinnai, marciapiedi, piazze e strade sono spesso sporchi e invasi da foglie, ramaglie e frutti caduti dagli alberi piantati sul suolo pubblico. Chi deve intervenire in questi casi? Chi si occupa della pulizia costante di queste aree quando lo sporco proviene da piante comunali? E quando la vegetazione invade i percorsi pedonali per esempio, rendendoli pericolosi o inaccessibili, chi ne risponde?

Chi sanziona l’Ente quando non rispetta le stesse regole che impone ai cittadini?

Invitare la popolazione al rispetto dell’ambiente è doveroso. Ma non può esserci un doppio standard: se si chiede senso civico ai cittadini, l’amministrazione deve essere la prima a dimostrarlo, con fatti concreti, ogni giorno.

Insomma, bene le raccomandazioni, ma serve più coerenza. Perché il rispetto dell’ambiente e del decoro urbano non può valere solo a metà. Deve valere per tutti — soprattutto per chi ha il compito di dare l’esempio.

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