Riassunto: rilievi a un presidente del consiglio comunale che ignora ripetutamente le regole ed ha l’ardire di ricordarle a chi le conosce.
Bene ha fatto il presidente del Consiglio comunale a leggere a voce alta l’articolo 59 del regolamento del Consiglio comunale. Riteneva di dover ricordare a me le regole che riguardano le comunicazioni, pensando che io volessi aggirarle per nascondere invece una interrogazione. Un processo alle intenzioni fuori luogo, come si è dimostrato, ma soprattutto esempio di confusione nella conoscenza proprio di quelle regole, che sono scritte e che dovrebbero essere l’a b c di chi presiede una assemblea civica. Dimenticarle o peggio confonderle per brandirle come arma impropria nei confronti del sottoscritto, consigliere di opposizione, ha mostrato, ancora una volta, la mancanza di terzietà che dovrebbe caratterizzare il ruolo del presidente dell’assemblea civica.
Surreale quella lettura che ho ascoltato non senza meraviglia, lettura di regole che tra l’altro veniva dopo che lo stesso presidente si era prodotto in una sua comunicazione, una sorta di moral suasion originata da recenti disordini consiliari (cui lui stesso non poteva ritenersi del tutto estraneo) peraltro condivisibile per contenuti, e dopo che altra comunicazione di preoccupata vicinanza veniva concessa alla sindaca sui fatti intimidatori contro la polizia municipale di Quartucciu.
Dunque due comunicazioni lisce, con la terza quasi estorta dal sottoscritto, messo sotto esame da un inquirente ignorante le regole e confuso, ripeto.
Sì confuso perché le “comunicazioni” sono prerogativa anche dei consiglieri e il crisma dell’urgenza richiamato dal regolamento si riferisce alle interrogazioni e alle interpellanze. Non alle comunicazioni. Chi fosse interessato può andare a leggersi il regolamento. E quale urgenza c’era poi secondo quel “ragionamento” in quelle due prime comunicazioni, relative a fatti trascorsi?
E poi… perché mettere in dubbio che il Consigliere Lobina avesse bisogno di meschini escamotage, dovendo egli invece porre una questione di necessaria messa a disposizione di documenti, già richiesti e non pervenuti, utili ai lavori di una articolazione del Consiglio comunale, qual è la prima commissione, che si deve ancora celebrare e non può farlo in mancanza degli stessi? Per la cronaca si tratta delle motivazioni della rimodulazione di fondi, 515.000 euro di finanziamento, trasferiti da Solanas a Sinnai.
Con cipiglio il Mallocci, a comunicazione avvenuta, aveva pure l’ardire di affermare che la comunicazione non era urgente, legando impropriamente (abbiamo già spiegato perché) questa qualità dell’urgenza a fatti di interesse generale avvenuti tra la convocazione del Consiglio e la celebrazione del Consiglio stesso. Roba, ripeto, non applicabile alle comunicazioni. Di pura confusione.
Verrebbe da chiedergli di giustificare ,secondo le sue categorie di pensiero, la congruità del la sua stessa comunicazione sui fatti riguardanti il Consiglio comunale precedente all’attuale o quella della sindaca su vicende interessanti un’altra Comunità.
Gli togliamo il problema: le comunicazioni erano tutte ammissibili, compresa naturalmente quella del sottoscritto, cui si ritiene inopinatamente di dover ricordare regole che spudoratamente non si conoscono, e per di più in spregio della terzietà che si dovrebbe esercitare.
Aldo Lobina