Rimboschimento PNRR a Sinnai: la verità nascosta tra limiti, ostruzionismo e la denuncia del consigliere Lobina

A proposito del progetto di riforestazione e di ciò che è stato “permesso” mostrare e argomentare nell’ultima seduta del Consiglio comunale, non possiamo tacere il nostro profondo disappunto per il trattamento riservato al consigliere Lobina.

È accettabile che, su un tema così rilevante per il futuro del nostro territorio, si imponga un rigido limite di 20 minuti per intervento? È ammissibile che, nonostante la presenza di materiale tecnico, documentale, fotografico e video accuratamente preparato, non venga concessa alcuna flessibilità? È questa la trasparenza che l’amministrazione garantisce ai cittadini?

Passiamo ai fatti.

Alle 17:59 il presidente del consiglio ha introdotto il punto sul rimboschimento finanziato dal PNRR, annunciando che la relazione sarebbe stata a cura del consigliere Lobina. Tuttavia, tra problemi tecnici (il pubblico da casa non vedeva le immagini in tempo reale), interruzioni continue e la richiesta — ritenuta “necessaria” — di una liberatoria per mostrare foto e video, la presentazione è stata ostacolata sin dall’inizio.

Il consigliere ha chiesto che si tenesse conto delle interruzioni, ottenendo solo due minuti aggiuntivi, non consecutivi. Il risultato? Meno di 20 minuti effettivi, solo 13 slide su 22 mostrate, nessun video proiettato, molte immagini escluse. Tutto è documentato dalla registrazione.

Riguardo alla “liberatoria”, il consigliere Lobina l’ha firmata senza obiezioni, ma è stato il primo a cui sia mai stata richiesta. In passato, videoproiezioni sono state utilizzate da funzionari comunali e dalla stessa sindaca, ad esempio durante il consiglio aperto sull’eolico. Lobina ha presentato un accesso agli atti per sapere se, in quelle occasioni, fosse stata richiesta una liberatoria. Ma la risposta — guarda caso — non è ancora arrivata.

Che la censura amministrativa passi anche da qui? Oltre all’ostruzionismo e alle risposte mancate, ora si analizzano i file digitali per verificarne la compatibilità e la “presenza di virus”. Ma il virus più subdolo non sarà quello che si annida proprio in via Quartu, chiamato censura?

Anche il consigliere Loi, a cui è stata chiesta la stessa liberatoria (rifiutata), ha rinunciato all’intervento. Ne è seguito un dibattito sulla privacy e sul trattamento dei dati, durato ben 22 minuti — più del tempo concesso a Lobina per illustrare dati e documenti. Un tema importante, certamente. Ma quei minuti avrebbero potuto essere dedicati al merito del progetto, se solo si fosse accettata una semplice dichiarazione verbale di assunzione di responsabilità da parte dei consiglieri. Non è andata così.

Alle 18:44 ha preso la parola l’assessora Concas, dichiarando più volte di non disporre di dati poiché il progetto risale alla precedente amministrazione. Ma gli uffici comunali non cambiano con le giunte. Dove sono finiti i dati?

Se la documentazione non è reperibile, è lecito chiedersi se si tratti di disorganizzazione, negligenza o qualcosa di più grave. Perdere informazioni fondamentali su un progetto ancora in corso (la manutenzione è prevista per 5 anni, e ne restano 4) mina la continuità amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Quando gli è stato finalmente permesso di intervenire di nuovo, il consigliere Lobina ha rilanciato la proposta di effettuare sopralluoghi nei siti per verificare direttamente quanto è stato realmente fatto. L’assessora ha parlato di una “scelta miope” delle specie piantate. Ma proprio per evitare scelte miopi erano stati ingaggiati agronomi. È legittimo chiedersi:

  • Come sono state selezionate le specie da piantumare?
  • Quante piante sono state acquistate? Dove sono le bolle di acquisto, trasporto e consegna?
  • Quanta acqua è stata utilizzata? Dove sono le prove delle irrigazioni?
  • Dove sono le evidenze degli sfalci realizzati?

Il consigliere Loi ha descritto un degrado evidente. Il consigliere Zucca ha ricordato che le linee guida regionali del 2006 sull’irrigazione nei progetti di rimboschimento sono pubbliche e dettagliate. Gli uffici le conoscono? A giudicare dai risultati, sorgono forti dubbi.

Poiché non è stato possibile mostrare tutto il materiale predisposto, lo renderemo disponibile su questa piattaforma appena possibile: affinché ogni cittadino possa farsi un’opinione autonoma e — se lo riterrà opportuno — chiedere conto a un’amministrazione che, di fatto, è quasi la stessa della precedente. Ci sarà stato un movimento di pedine, certo, ma le pedine sono in gran parte le stesse.

La domanda è politica: dove vogliamo arrivare?

Noi vogliamo garantire il successo del progetto di riforestazione. E per farlo occorre intervenire subito sugli errori già commessi, prima che sia troppo tardi.

Perché se si continua a premiare l’impresa esecutrice, nonostante risultati insoddisfacenti, possiamo davvero parlare di uso efficiente dei fondi pubblici?

Il consigliere Lobina, concludendo, ha dichiarato:

“Vorrei tornare sull’affermazione della sindaca, secondo cui oltre il 50% della piantumazione prevista avrebbe avuto successo. Con il dovuto rispetto, esprimo forti riserve, in assenza di dati ufficiali che confermino tale affermazione. Invito tutti a visitare il sito di Santu Bartzolu, il più esteso tra quelli coinvolti: l’osservazione diretta è scoraggiante. Non sono un agronomo, e proprio per questo ritengo indispensabile che venga fatta piena chiarezza.”

Il nostro gruppo consiliare insiste nel richiedere:

  1. Le bolle di acquisto e trasporto delle piante per gli anni 2023, 2024 e 2025.
  2. Le bolle di acquisto dell’acqua utilizzata per l’irrigazione dall’inizio del progetto fino ad oggi.
  3. I dati sul numero effettivo di piante piantumate e sopravvissute, suddivisi per sito.
  4. La documentazione sulle irrigazioni effettuate in ognuno dei quattro siti.
  5. Le prove degli sfalci realizzati.

In nome della trasparenza e della buona amministrazione, chiediamo che la Prima Commissione di Controllo e Garanzia effettui quanto prima sopralluoghi nei quattro siti, anche alla presenza dell’Assessore al Verde.

Solo così il Consiglio potrà svolgere appieno la propria funzione: tutelare l’ambiente, garantire la veridicità dei dati e vigilare sulla corretta gestione delle risorse pubbliche.

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"Esame e dibattito sul Rimboschimento con i fondi del Pnrr - Storia e cronaca di un rimboschimento" 

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