Il nostro impegno civico è sano nella misura in cui, per correttezza con i cittadini, tentiamo di togliere il velo che nasconde la verità dei fatti.
Abbiamo il dovere di riconoscere e segnalare, non trascurando la gogna del ridicolo, la competenza o meglio l'incompetenza manifestate con un apparente equilibrio di giudizio da parte di un consigliere, che non nominiamo, invitandovi a una sorta di caccia al tesoro attraverso la partecipazione allo streaming del nostro Consiglio Comunale di Lunedì 30 Marzo 2026.
Meraviglia il distacco di quel consigliere dalle cose che scottano (per dare assolutamente credito al presidente del Consiglio comunale, che intuiva il raggiungimento di certe temperature nel dibattito incipiente), la confessione di non conoscere l'ente partecipato al centro della discussione consiliare, tanto meno le vicende di indole legale, il "tardivo" (sic) parere dell'ANAC "perché complesso" (ipse dixit). Non si puo' neppure dimenticare una sorta di "cave canem", che ha preceduto quelle confessioni di ignoranza con il riferimento a sentenze di tribunali della Repubblica, assolutamente avulse dalle questioni trattate, ma riferite al cattivo uso dell'intelligenza artificiale, che evidentemente tentava di demonizzare.
Caro consigliere, non è vero che lei è "un signor nessuno", lei è un consigliere comunale, evidentemento scelto perché conosciuto. La sua professione di nullità - che ci accomuna tutti - non può comunque essere usata come scudo per non affrontare l'argomento oggetto di interesse del Consiglio Comunale. E' appena il caso di ricordare a lei e a noi stessi, come qualcuno le ha detto in Consiglio, che non glielo ha prescritto il medico l'obbligo di esercitare la funzione di rappresentanza che riveste. Tutti infatti abbiamo il dovere di arrivare in Consiglio preparati sulle questioni che dobbiamo discutere e approvare. Se è vero che "Ignorantia legis non excusat" cioè che nessuno può invocare la mancata conoscenza di norme giuridiche per sottrarsi alle conseguenze delle loro violazioni, è anche altrettanto vero che quelle norme erano e sono agli atti del Comune. Nessun alibi quindi. O si fa il consigliere o si fa finta di farlo!Chi si candida e viene eletto deve studiare e capire cosa delibera. Non ci sono scusanti.
Il suo giudizio positivo sui servizi erogati da quell'ente è rispettabile, ma non era, per ora in discussione nel punto all'ordine del giorno.
E comunque se possiamo giudicare che la S.V. possa sviluppare con lo studio competenze che ci ha rivelato di non possedere, risponda almeno ad una semplice domanda: l'occupazione dello Stato (leggi dei Comuni) da parte nel nostro caso della Polisolidale è una degenerazione della democrazia? Se i fatti dimostrano plurime situazioni di illegittimità? Risponda consigliere, senza farsi sviare dalla Lectio Magistralis dell'assessore che ne ha nuovamente enunciato uno sperticato elogio.
Aldo Lobina