Le interrogazioni consiliari sono un percorso parallelo nelle discussioni dell’assemblea civica, quasi un’altra strada, dettata da contingenze diverse da quelle descritte dai vari argomenti iscritti all’ordine del giorno, che normalmente sono seguiti da un voto sulle delibere proposte.
Sulle interrogazioni consiliari non si apre nessuna discussione da parte di consiglieri diversi dall’interrogante, che interviene brevemente giusto per esprimere, giustificandola, soddisfazione o insoddisfazione per le risposte ricevute dal sindaco o da un assessore delegato.
Nel Consiglio del 17 Aprile sono state diverse le interrogazioni, tutte svolte da consiglieri della minoranza, cui oramai spetta il ruolo appagante di “costringere” il resto del Consiglio a riflettere su dinamiche tributarie (annullamenti in autotutela), problematiche ambientali (allagamenti in località Santu Bartzolu, igiene urbana (ritiro immondezza Villaggio delle Mimose), sicurezza sanitaria (polveri via Lattea e via Sirio in località ”Genn’e mari”), sicurezza stradale (strada Provinciale 15 di Solanas).
Surreale il breve dibattito tra il Consigliere Roberto Loi e l’assessora Concas. Surreale e preoccupante.
Loi lamentava i ritardi nelle risposte ai contribuenti che hanno richiesto l’annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento, dimostrando la non veridicità delle affermazioni dell’assessora che in un consiglio precedente con sicumera aveva garantito il rispetto dei tempi . Dette risposte in certi casi infatti supererebbero addirittura i 90 giorni prescritti e addirittura mancherebbero risposte tout court.
Quello che ci ha sbalorditi è che un’ eventuale risposta negativa del Comune entro i 90 giorni, a detta dell’assessora, darebbe la possibilità ai cittadini di ricorrere contro il parere negativo dell’ufficio nei sessanta giorni successivi. E’ naturale chiedersi: a che pro?
Chi di voi ha ricevuto un avviso di accertamento Imu o Tari sa bene che se non si rivolge alla Corte di Giustizia Tributaria entro il termine di 60 giorni dalla data di ricevimentoi dell’avviso farà i conti con un’Agenzia di riscossione con le conseguenze , nefaste, del caso.
Alla luce di queste considerazioni meraviglia sentire un certo tipo di affermazioni da chi ha la responsabilità politica. L’indirizzo politico dovrebbe essere diverso da quello cui assistiamo. E’ vero che l’assessore non deve fare il lavoro degli uffici, ma deve pretendere controlli adeguati e scruopolosi prima di qualsiasi emissione di avviso di accertamento. Non si può scaricare sul contribuente l’onere della prova, considerando anche che le procedure non sono certo semplici. Esse costringono spesso a un esborso ulteriore per l’ingaggio di un professionista, che supporti nell’istruttoria del ricorso.
L’auspicio è che i controlli vengano fatti prima e non dopo.
Questa sarebbe una politica buona.