La notizia, diffusa da qualche organo di stampa, riguardante il Pontefice e la partecipazione di Macron, il Presidente della Repubblica francese, alla celebrazione eucaristica a Notre Dame è di quelle che fanno appunto pensare.
Papa Leone ha rimarcato di essere in visita pastorale in Francia e ha chiesto che la messa in Notre Dame non venisse considerata alla stregua di una visita di Stato, riservando per quest'ultima altri momenti. Macron ha capito il messaggio e non prenderà parte al rito.
Recentemente il vescovo di un comune italiano ricadente nella sua diocesi ha tolto nel tempio la parola al sindaco di quel comune, ricordandogli che si era lì per pregare.
Sono due momenti di versi quelli descritti, che mostrano " il coraggio" di questi successori degli Apostoli ( papa e vescovo) che sottolineano la loro missione senza confusione con quell'altra, tutta terrena, del potere laico, per il quale ogni occasione, ogni cerimonia, laica o religiosa che sia, va presenziata per illustrare e sottolineare un' autorità anon sempre autorevole.
E qui mi fermo, per non mettere in discussione la pietas di personaggi, che , se sincera e non folkloristica, sarebbe degna di rispetto. In altri termini messe e processioni sono occasioni per tutti i credenti, ricchi e poveri, colti e ignoranti, giovani e meno giovani accomunati da un'unico afflatto religioso, da non confondere con inutili e ripetute esibizioni di pavoni e pavoncelle in ramadure.