Nel pomeriggio del 4 giugno, il Consiglio Comunale di Sinnai si è aperto con tre interrogazioni presentate dai consiglieri di maggioranza. Un inizio che, invece di aprire a un dibattito serio e documentato sui problemi del territorio, si è trasformato ben presto in una passerella autoreferenziale dell’amministrazione.
La prima interrogazione del consigliere Paolo Usai ha ripreso una comunicazione già svolta nella scorsa seduta: un’interpellanza sulla volontà di donare gli organi. Nulla da eccepire sull’importanza del tema, ma viene da chiedersi se il Consiglio Comunale sia il luogo per ripetere comunicazioni già fatte, senza che vi siano nuovi elementi concreti da aggiungere.
La seconda interrogazione, sempre del consigliere Usai, ha riguardato la tutela dei turisti a Solanas in vista – parole sue – dell’“imminente” inizio della stagione estiva. Imminente? Forse a Sinnai, perché nelle località vicine la stagione è cominciata da settimane. L’assessore Demontis ha risposto elencando una serie di azioni che definire "straordinarie" è generoso: apertura (non si sa quando) della farmacia San Pietro, ripulitura del giardinetto davanti alla stessa (dopo mesi di abbandono), reinserimento della guardia medica dopo dieci anni.
Nulla da dire sulla buona volontà. Ma siamo ancora nel campo dell’“ordinaria amministrazione”, che in questo Comune pare valere oro. Nessuna data certa, solo buone intenzioni e un plauso di parte. Il bando per i medici? Scaduto a maggio, ma prorogato fino al 15 settembre per dare modo ai neolaureati in medicina di... rilassarsi. Peccato che la stagione a Solanas finirà ben prima. Ma va bene così, secondo il consigliere Usai, che si dichiara “pienamente soddisfatto”. Beato lui.
La terza interrogazione (o arringa?), in teoria, avrebbe dovuto riguardare la governance della Fondazione Polisolidale. Tema importante, che era già all’ordine del giorno. Nonostante ciò, la consigliera di maggioranza Uda è intervenuta con un lungo monologo a difesa dell’operato della fondazione, citando lo statuto, il parere legale di parte e alcuni “risultati concreti” che però, guarda caso, non sono stati documentati con dati.
Non una parola su come mai i dati non siano mai stati condivisi con i consiglieri di opposizione, pur richiesti in più occasioni. Non un cenno al fatto che l’istanza ANAC sia stata parziale. E soprattutto: perché permettere un’interrogazione su un tema già iscritto all’ordine del giorno? Il Presidente del Consiglio avrebbe potuto – e dovuto – suggerire alla consigliera di ritirare l’interrogazione e intervenire durante la discussione del punto. Invece, si è concesso uno spazio a senso unico, togliendo tempo prezioso alla discussione vera.
21 minuti di gloria. E intanto i problemi restano.
Dalle 16:29 alle 16:50 il Consiglio ha assistito a una sfilata di autocelebrazioni da parte dell’amministrazione, in un clima da “missione compiuta”. Peccato che i risultati concreti stentino a vedersi. In un paese normale, si discuterebbe con dati alla mano. A Sinnai, ci si accontenta di auspici, “speranze” e “si vedrà”.
Questo atteggiamento ha rallentato il lavoro del Consiglio, che si è protratto fino alle 22, con pochissimo tempo residuo per affrontare adeguatamente temi come la forestazione e proprio la gestione della Polisolidale.
Ma su questo torneremo nei prossimi articoli. Perché se l’amministrazione è soddisfatta di se stessa, i cittadini meritano qualcosa di più: trasparenza, risposte puntuali, tempi certi e scelte motivate.
