Sinnai. Cittadina delle meraviglie.

Sul sito del Comune, il buon governo è di casa. Almeno a parole. L’attività della Giunta è così efficiente, variegata e puntuale da sembrare un manuale di “buon governo da copertina”. Delibera dopo delibera si tesse un racconto ordinato e levigato; una narrazione perfetta, incorniciata e lucidata, dove però l’unico vero ostacolo resta la realtà.

Ecco infatti che arrivano:

  • il 53° torneo Coppa città di Sinnai (sempreverde);
  • il festival “Sa dì de su sardu” (tradizione in salsa istituzionale);
  • le voci angeliche di “Is Duas Columbas” (patrocinio gratuito, ma cori a pagamento di consenso?);
  • la Sardegna Beach Rugby Cup (sabbia, sport e selfie);
  • il Festival della Letteratura del Mediterraneo (purché sia letteratura leggera: la critica sociale meglio lasciarla perdere).

E poi ancora: bandi, cofinanziamenti, protocolli, variazioni di bilancio.

Ogni delibera è una perla incastonata nella corona della trasparenza... almeno quella raccontata.

Ma poi torniamo con i piedi per terra: provate a partecipare alla prima Commissione consiliare. No, non stiamo parlando di dirette streaming, foto ricordo o atti pubblici: la Commissione proprio non si fa. Perché? Perché i consiglieri di maggioranza si dimettono a rotazione (e siamo già a quota quattro!).

E senza numero legale, si blocca tutto.

E così, non si discute di forestazione, di Polisolidale, né di igiene urbana – tutti temi su cui servirebbe un confronto, un’analisi accurata della documentazione e dei fatti, una vera pianificazione. Ma niente da fare. E allora viene da chiedersi: se la Commissione non si riunisce, le criticità... spariscono? Se non se ne parla, non esistono più? È questo il trucco? Basta non affrontare un problema per farlo evaporare?

Sinnai, paese delle meraviglie. Dove si celebrano manifestazioni pubbliche, ma si oscurano le sedi in cui si dovrebbe pianificare e controllare.

Dove si parla di “cofinanziamenti per lo sport in periferia”, ma le periferie vere – sociali, politiche, istituzionali – restano abbandonate. Insomma, tutto a posto. Troppo a posto, quasi da sospettare che sia solo un’enorme passerella patrocinata... e il conto, naturalmente, lo pagano i cittadini.

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