Ieri il sottoscritto si è trovato coinvolto in una vera e propria congerie di senzazioni, partecipando da spettatore ad un consiglio comunale di un comune diverso dal suo, il Comune di OMISSIS (apprezzerete il mio sforzo di riservatezza).
Sensazioni che per le loro qualità sostanziali straordinariamente contraddittorie in capo agli attori hanno aggiunto sicuramente qualcosa al bagaglio delle mie esperienze.
Mai così poco chiara la posizione di una maggioranza consiliare di un consiglio convocato per dichiarazioni urgenti della sindaca di OMISSIS che vota per un rinvio sine die, non decidendo neppure di secretarlo, cioè di svolgerlo a porte chiuse.
Debbo subito dire che mi hanno colpito il rimbalzare di pareri, aperto, chiuso, a aperto poi per metà e poi chiuso col pretesto di una possibile violazione della privacy di qualche personaggio OMISSIS.
Alla faccia della trasparenza e del TUEL della legge cioè. Stante che la seduta segreta non è necessaria se l’oggetto, pur concernendo le persone OMISSIS riguarda meri accertamenti di fatto o atti non discrezionali.
Si trattava infatti di prendere atto di “comunicazioni urgenti del sindaco al consiglio comunale in merito alla Fondazione Polisolidale”.
NON PERVENUTE!
Cosa ci fosse da nascondere per non parlarne apertamente in Consiglio preoccupa non poco, anche perché lo stesso Comune di Sinnai potrebbe essere interessato, facendo parte della parte pubblica della Fondazione, che è un ente quindi partecipato, le cui regole sono quelle della Pubblica Amministrazione, perché è in gioco l’amministrazione di milioni di euro di soldi pubblici.
Nella Pubblica Amministrazione la regola è la trasparenza, la riservatezza una eccezione che deve essere ragionevolmente motivata.
L’opacità invece è una profonda prepotenza e aggiungo fa pensare male.
Aldo Lobina
