Dopo le dichiarazioni della consigliera Porceddu nell’ultimo Consiglio comunale, quanti di voi hanno davvero accettato il nostro invito a passeggiare per le vie di Sinnai per vedere le opere che, a suo dire, sarebbero state ultimate grazie ai fondi PNRR?
Passeggiando, magari vi siete fermati davanti all’edificio scolastico di via Caravaggio: tra meno di un mese dovrebbe accogliere studenti e insegnanti (la scuola inizia l’11 settembre, non dimentichiamolo). È davvero pronta come da progetto… o serve ancora un pizzico di fantasia per immaginarla tale? Oppure l’apertura slitterà ancora una volta?
E se vi siete spinti un po’ più in là, vi sarà capitato di incrociare la piscina comunale, quella che avrebbe dovuto essere pronta e consegnata a dicembre 2024. Per ora, l’unica “tuffata” possibile è tra i cumuli di terra che soffocano le piante… e i ritardi che continuano ad accumularsi.
Passeggiando per via Roma, magari avete notato lo stato dell’edificio che una volta era il cinema Roma. La nuova biblioteca? Per ora, si perde nella lunga e prevedibile commedia dei cantieri infiniti.
Quanti soldi sono stati spesi finora? Quali saranno i tempi reali di consegna? E soprattutto: serviranno altri fondi o si riuscirà a rientrare in quelli già assegnati?
Domande che restano sospese, mentre puntuale arriva il nuovo annuncio trionfale. A luglio la Giunta ha sventolato l’ennesima medaglia: 1.275.000 euro dal bando Sport e Periferie 2025 per riqualificare gli impianti sportivi di Sant’Elena. Solo 60 progetti approvati in tutta Italia, due in Sardegna, e uno proprio a Sinnai. Ovviamente, giù fanfare e squilli di tromba: comunicati autocelebrativi, parole d’orgoglio, promesse di inclusione, coesione sociale e “benessere collettivo”.
Per carità, intercettare bandi e portare a casa finanziamenti è un merito. Ma il punto non è mai stato questo. La vera questione è come quei soldi vengono spesi: quanti finiranno davvero sul campo, sugli spalti, negli spogliatoi? E quanti invece si disperderanno tra perizie, consulenze e pareri tecnici? E soprattutto, come verranno assegnati i lavori: alla ditta più competente o sempre e solo al miglior offerente, a discapito della qualità e senza considerare chi è davvero in grado di portare a termine i cantieri nei tempi previsti?
Finché i cittadini resteranno divisi tra applausi e fischi, la propaganda continuerà a riempire il vuoto lasciato dai fatti. Ma sotto tutta la retorica, la realtà parla chiaro: riboschimenti falliti, cantieri infiniti, scuole incompiute, piscine fantasma, cinema abbandonati… il resto? Solo fuffa.